Cow-boys

23 03 2007

Sono filoamericano. Sono contento di essere nato, 35 anni fa, da questa parte del mondo.
Ma l’atteggiamento da cow-boys, soprattutto negli ultimi 5-6 anni, che pretendono di dettare regole agli altri e’ inaccettabile.
Un paese ha piena liberta’ di decidere con quali mezzi liberare un suo cittadino ostaggio di terroristi, e verosimilmente condannato a morte, senza richiedere l’approvazione degli Stati Uniti.
Ci sono due modi per liberare un ostaggio: una azione di forza o trattare con i terroristi.
La azione di forza comporta per definizione rischi altissimi e mette in gioco la vita dell’ostaggio ma anche di chi all’azione partecipa.
E’ il caso di ricordare che l’ultima che i Servizi Segreti italiani hanno liberato un giornalista, Giuliana Sgrena, proprio gli americani hanno ammazzato l’agente Calipari che la portava all’aeroporto…
Il pagamento di riscatto, utilizzato dall’Italia in altre occasioni in Iraq, e’ sempre e comunque una concessione ai terroristi, che riutilizzano il denaro per finanziare la loro attivita’.
Ma allora gli USA non ebbero niente da ridire, il che da ragione di pensare che questi giorni stiano facendo un gioco sospetto. E francamente dubito che si sia fatto niente all’oscuro degli USA.
Bastava aprire un giornale per sapere che c’era una trattativa.
La verita’ e’ che prima hanno approvato, per evitare in Italia reazioni alla missione, e ora falsamente cercano di ribadire la loro posizione di intransigenza. Contenti di fare dispetti a una amministrazione che almeno non e’ suddito.
E’ davvero cosi’ male avere lo stesso atteggiamento di Germania e Francia?